La costruzione della Chiesa dedicata a Madre Teresa di Calcutta nel Quartiere le Terrazze ha preso il via.
(a cura di Renato Iacono, redattore di Milano sud)

 

 

Sono passati quasi ventiquattro anni da quando, nell’ottobre 1991 il Card. Martini Arcivescovo di Milano e Mons. Giudici Vicario Episcopale, affidarono ai sacerdoti dell’Opera Don Folci, l’incarico di costruire una nuova Chiesa nel Quartiere Le Terrazze.  Nel frattempo, ottobre 1992, per  consentire al Quartiere di disporre di  una Struttura in cui i il Parroco Don Angelo potesse officiare, venne aperto un negozio in Via Bugatti;  è stato quello per anni il Punto di Incontro Religioso, in cui si sono incontrati ed affollati per pregare i residenti , in attesa della edificazione della Nuova Chiesa.Numerosi seguirono, tra il 1992 ed il 1995, gli incontri con le varie Istituzioni interessate per arrivare alla realizzazione del progetto.

La vicenda proseguì a tappe distanziate nel tempo. Nel gennaio del 1996 il Card.Martini, venuto in visita Pastorale nel Quartiere, prese visione del terreno destinato alla edificazione della Nuova Chiesa; propose allora di dedicarla al Card. Ildefonso Schuster.

Dieci anni dopo la Curia di Milano, proprio nel 2006, a nome della Parrocchia bandisce un concorso pubblico per il progetto comprensivo di Chiesa e Opere Parrocchiali. Al concorso parteciparono quattro Studi di Architetti; risultò vincitore l’Arch. Angelo Torricelli, oggi Preside della Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano.  Il progetto  illustrato alla Comunità comprende la Chiesa vera e propria con una capienza di circa 300 persone e un edificio Oratorio con un salone per 100 persone; sono previste altre sale per  la catechesi e l’aggregazione della Comunità.

 Quest’ultima parte del progetto è destinata a supplire la mancanza di spazi, inesistenti nel Quartiere, per consentire e facilitare riunioni, incontri e attività per il tempo libero tanto per giovani quanto per anziani.Fu il Card. Tettamanzi, Arcivescovo della Diocesi di Milano, che nell’ottobre del 2006 dedicò l’erigenda nuova Chiesa a Madre Teresa di Calcutta. Passarono altri anni e la Domenica del 7 giugno 2009 il Card. Tettamanzi, presenti almeno 500 fedeli, posò la “prima pietra” del nuovo complesso.

Seguì il rilascio del permesso di costruire da parte del Comune di Milano e finalmente oggi, nel maggio del 2015, sono iniziati i lavori con una previsione di termine nel febbraio 2017. Il lungo intervallo di tempo, tra l’accettazione del progetto definitivo e l’inizio dei lavori, risiede principalmente nell’iter burocratico e nel reperimento dei fondi necessari. La Curia provvederà alla copertura del 90% dei costi, la Comunità dei Fedeli dovrà impegnarsi e prendersi  l’onere del restante 10%.

Domenica 17 maggio scorso il Parroco Don Angelo Magistrelli ha celebrato la S. Messa di ringraziamento.

Erano presenti numerosi residenti, raccolti in preghiera e partecipanti ai Canti Liturgici eseguiti dal coro dei giovani parrocchiani che, magistralmente diretti ed in una atmosfera gioiosa illuminata da uno splendido sole primaverile, sul finire della cerimonia hanno liberato una “volata” di palloncini bianchi e azzurri.


Ecco una essenziale sintesi dell’intervento del Progettista Prof. Arch. Angelo Torricelli.

Quando abbiamo progettato questa chiesa, siamo partiti dal chiederci come mai sia così raro che gli edifici moderni siano per i fedeli accoglienti e rappresentativi quanto quelli che la storia e le tradizioni ci hanno consegnato. Progettare e costruire una chiesa è senza dubbio tra i compiti più difficili oggi per l’architettura. La chiesa è casa e edificio collettivo allo stesso tempo; ognuno vi cerca il senso di comunità nella fede comune, ma anche il suo rapporto intimo e personale con Dio. Il nostro obiettivo è stato di immaginare una chiesa antica e moderna al tempo stesso. Una chiesa cioè che appaia nuova, ma anche che possa esserci stata da sempre; una fabbrica posta al margine della città costruita, ma fondata nella campagna, in coerenza con il secolare processo di “edificazione“ che ha definito il paesaggio dei campi e delle cascine. La nostra intenzione è che sia, a pieno titolo, un’opera d’arte della quale la comunità si senta partecipe e che, insieme, costituisca un luogo di aggregazione e di richiamo per tutti. Che, in definitiva, prenda quel ruolo che l’architettura della chiesa ha rappresentato per secoli nella storia e nella cultura delle nostre città.